❝ Non ti preoccupare. Per uno scrittore, è tutto nell'opera. Non è necessario aggiungere spiegazioni superflue❞. (Tengo)
❝ La maggior parte delle persone è incapace di giudicare il valore dei libri. Però nessuno vuole rimanere fuori dalla corrente che muove il mondo❞. (Komatsu)
Non avevo mai letto un sol romanzo di Murakami Haruki. Era uno di quegli autori che a pelle non mi ispiravano fiducia e che puntualmente schivavo al momento di scegliere il libro da portare via dalla biblioteca o dalla libreria. Adocchiavo i titoli spesso stimolanti, mi dirigevo in quarta di copertina, leggicchiavo gli incipit, posavo il libro. Per convincermi a superare le mie remore e intraprendere la lettura del suo ultimo romanzo ci è voluta una sequela di tweet scritti da alcuni lettori la cui opinione tengo sempre in conto. @zeropregi, @baruda, @yamunin, @adrianaaaa, @platipuszen e molti altri mi hanno trascinato a procurarmi quel testo. E non sono stato il solo smosso da quei tweet, che parevano così sentiti da risultare maledettamente convincenti (anche se a qualcuno l'overdose di commenti e citazioni ha causato l'effetto inverso!).
Ringrazio l'entusiasmo contagioso di quei
tweeps murakaniani perché sebbene il libro in questione - 1Q84 (parte 1 e 2) – non mi abbia completamente rapito come ha fatto con loro, mi sono proprio divertito a leggere le storie che gravitano intorno ai protagonisti Tengo e Anoname e alla due lune sopra le loro teste.